In the “works to the end” Paola Calcatelli works on the double movement that time makes by deleting and adding the marks of its passage. The choice of labile techniques and materials refers to the inexorable law of change and becoming, witch governs mankind and things. She uses tempera colours with a minimum amount of Arabic gum, not fixed chalks, exposed to atmosphere agents, live biological elements. Works to the end are light and hardly mentioned acceleration of time, kind mutations waiting for their end. But their delicate deterioration and their slow natural evolution collide with the other side of time : eternity. or rather with the desire to fix time for eternity, that now finds in digital technologies and in the extra territorial and extra dimension of the web its presumed realization. “Time is a changeable image of eternity”, Plato writes in Timaeus, it is the intermediary between being and not being, between the model and its copy, and if there is something that today manifests obviously the neo-platonic metaphysic world of ideas, numerical matrix of all things, it is the virtual image. Paola Calcatelli has wanted to hand her job to the bit care, not for circumstances of cataloguing, but for conceptual and expressive needs of raising the stake between nature and artifice.

Nelle “Opere a Termine” Paola Calcatelli lavora sul doppio movimento che il tempo opera nel cancellare e nell’aggiungere i segni del suo passaggio. La scelta di materiali e di tecniche “labili” richiamano la legge inesorabile del mutamento e del divenire che governa gli uomini e le cose: usa terre e ossidi naturali miscelati ad acqua e gomma arabica o colla di coniglio molto diluite, gesso non fissato ed esposto ad agenti atmosferici, elementi biologici vivi. Opere a Termine sono accelerazioni di tempo, leggere e appena accennate, mutazioni gentili in lenta attesa della loro fine. Il loro delicato deterioramento, e la loro lenta evoluzione naturale però, entrano direttamente in collisione con l’altra faccia del tempo: l’eternità, o meglio, il desiderio di fissare il tempo in eterno, che ora trova nelle tecnologie digitali e nella dimensione extra-territoriale ed extra-temporale del web la sua presunta realizzazione. “Il tempo – scrive Platone nel Timeo, 37d – E’ un’immagine mobile dell’eternità”, è l’intermediario fra l’essere e il non-essere, tra il modello e la sua copia. E se c’è qualcosa che oggi manifesta in maniera evidente la metafisica platonica del mondo delle idee (matrice numerica di tutte le cose) è proprio l’immagine virtuale. Paola Calcatelli ha voluto consegnare il suo lavoro alla cura del bit, non per circostanze esterne di catalogazione, bensì per esigenze espressive e concettuali, rilanciando la posta nel gioco tra natura e artificio.

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Graduated in “Decoration” from the “Accademia Albertina di Belle Arti” in Turin. Attended the “Introduzione alle Tecniche di Restauro Dipinti” and “Introduzione alle Tecniche di Restauro Legni” courses at the Art and Restauration Institute of “Palazzo Spinelli” in Florence.
Has worked for the “Scuola Degli Antichi Mestieri” in Turin, teaching painting and trompe l’oeil.
Has worked as restorer ad as painter.
Has Taught Arts Plastiques at the private school “Licee Français Jean Giono” in Turin.
At the moment she is teaching art in the public schools.

From 2000 she has participated in numerous personal and collective exibitions.
Lives and works in a farm in the countryside of Cuneo.

Diplomata presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torin, Corso di Decorazione.
Presso l’Istituto per l’Arte e il Restauro di Palazzo Spinelli a Firenze segue i corsi di “Introduzione alle Tecniche di Restauro Dipinti” e “Introduzione alle Tecniche di Restauro Legni”.
Ha lavorato come restauratrice e come pittrice.
Ha gestito per la “Scuola degli Antichi Mestieri ” di Torino corsi di pittura e trompe l’oeil.
Ha insegnato Arts Plastiques presso la scuola “Licee Francais Jean Giono” di Torino.
Attualmente insegna Arte e Immagine presso la scuola pubblica.

Dal 2000 ha partecipato a numerose esposizioni personali e collettive.
Vive e lavora in una cascina nella pianura cuneese.